16 giugno 2010

ASSEMBLEA

ALL’ACQUA ROSSA L’ASSEMBLEA DI COLDIRETTI

Torna all’Acqua Rossa l’appuntamento per l’assemblea annuale della Coldiretti di Viterbo. La prima parte dei lavori è stata dedicata agli adempimenti istituzionali, alla presentazione e all’approvazione del bilancio che è avvenuta all’unanimità. Il presidente di Coldiretti Viterbo Leonardo Michelini nelle sue conclusioni ha affermato:“Una Federazione, la nostra, sana, con un bilancio in attivo che ci permette anche di essere autonomi, forti e aggressivi, se necessario.  Siamo un’organizzazione propositiva che si pone sul territorio con progetti concreti e per questo voglio davvero ringraziare tutta la nostra struttura, oltre ai nostri dirigenti tutti”.
L’incontro è proseguito con un dibattito sul tema “Una filiera agricola tutta italiana”, progetto di Coldiretti per l’agricoltura e per il Paese. Di fronte ad una platea che vedeva presenti l’assessore regionale all’agricoltura Francesco Battistoni, la dirigenza regionale di Coldiretti Lazio con il presidente Gargano e il direttore Mattia e tutte le rappresentanze politiche ed economiche della provincia. I lavori si sono aperti con i saluti e l’introduzione del direttore della Coldiretti di Viterbo Gabriel Battistelli e con la proiezione del filmato “la filiera agricola tutta italiana prende forma”. Il presidente Michelini nel dare la parola agli invitati ha affrontato quella che ha definito “la vera questione dell’agricoltura”, ovvero la mancanza di potere contrattuale sulla filiera e la necessità di proseguire sulla strada della riconoscibilità e della identità dei prodotti, con il duplice obiettivo di trasferire intatti i valori della nuova agricoltura ai consumatori e di riposizionare il potere negoziale agricolo rispetto agli altri attori di filiera, per restituire redditività alle imprese. “Abbiamo “sdoganato” e “riqualificato” l’immagine dell’agricoltura; anche grazie alle nostre iniziative e al rapporto con il consumatore e con la società. E’ quindi necessario riprendere il giusto ruolo che ci spetta, insieme a tutti coloro che condividono il nostro modello agroalimentare, dove trasparenza, coerenza e correttezza sono valori su cui non intendiamo scendere a patti con nessuno”.
Il presidente della Camera di Commercio Palombella ha richiamato la funzione insostituibile dell’agroalimentare come veicolo di promozione territoriale, sottolineando l’esigenza di fare rete fra altri attori della filiera cercando anche attraverso la politica di dare risposte concrete alle imprese. Un passaggio fondamentale dedicato ai prodotti locali nelle mense e all’importanza dell’alimentazione nei bambini, negli anziani e nei malati, le fasce più deboli della società, è stato fatto dall’assessore all’agricoltura del comune di Viterbo Bartoletti. Il presidente del Consiglio Provinciale Piero Camilli, in veste anche di grande imprenditore dell’agroalimentare ha rimarcato come le difficoltà più grandi ci sono nei rapporti con la grande distribuzione ormai colonizzata da imprenditori stranieri che spremono la nostra agricoltura stabilendo tutte le regole del mercato. L’intervento di Bruno Ronchi preside della facoltà di agraria dell’Università della Tuscia, ha dato una lettura della nostra agricoltura anche in rapporto agli scenari nazionali e internazionali, rimarcando l’importanza di avere nella nostra provincia l’unica facoltà di agraria della regione e offrendo una collaborazione a tutto campo. Il presidente della provincia Meroi prima e l’assessore provinciale all’agricoltura Simeone poi, hanno rimarcato il ruolo insostituibile dell’agricoltura nel nostro territorio sottolineando come Coldiretti rappresenti davvero una forza sociale in cui le tematiche dell’origine, del no ogm e dell’identità costituiscono un fondamento non solo per l’agricoltura ma per la società intera. L’obiettivo è quello di evitare troppi tavoli di concertazione aperti a troppi soggetti ma di stringere i tempi per passare da una politica del dire a una politica del fare. Il direttore di Coldiretti Lazio Aldo Mattia ha illustrato gli esiti dell’incontro sulla vertenza latte avvenuto la mattina stessa. Nel ringraziare l’Assessore Battistoni per l’impegno profuso ha rimarcato come sia irrinunciabile un intervento sul prezzo che restituisca reddito e dignità alle imprese. Anche la componente industriale ha dichiarato di accettare la proposta dell’Assessorato ed è pronta a riconsiderare il prezzo del latte alla stalla, sulla base di un lavoro che conduca il prodotto laziale verso la qualità e verso un intervento promozionale concreto. Il tavolo tecnico è stato convocato per lunedì 26 giugno e da qui dovranno scaturire le indicazioni operative per concludere definitivamente il percorso relativo alla qualità, a Km. 0 e al prezzo del latte alla stalla. L’atteso intervento dell’Assessore regionale Battistoni si è aperto concordando con Coldiretti rispetto alla necessità di un rapporto con il consumatore e ad un fondamentale punto di forza: la possibilità di differenziarsi sul mercato. “Elaborare una linea comune e condivisa da cui far scaturire proposte concrete a sostegno degli imprenditori agricoli in questo momento di crisi economica”. Questo, riferisce, è il succo di una approfondita analisi delle tematiche affrontate nei vari tavoli dell’economia regionale, a cui dovrà seguire una serie di proposte da attuare a sostegno dello sviluppo in un’ottica di inversione di tendenza rispetto al passato. “Da questo primo mese di lavoro – afferma Battistoni - è scaturita una linea comune che intendiamo portare avanti al fine di proporre interventi incisivi e concreti in grado di accelerare i tempi per dare risposte certe alla imprese in difficoltà anche a causa dei mancati pagamenti dei PSR ai quali stiamo lavorando e che speriamo di sbloccare quanto prima“.
A questo punto la relazione conclusiva del presidente regionale Coldiretti Massimo Gargano che ha riaffermato con fermezza la necessità di proseguire sulla strada intrapresa senza scendere a patti e senza fare “accordi” con lobby di alcun genere. Per crescere e per conquistare spazio nell’economico che consenta di ridare reddito alle aziende e per sostenere i nostri diritti siamo pronti a scendere in piazza. Dobbiamo sconfiggere le due grandi ingiustizie che mettono a rischio la sopravvivenza stessa dell’impresa agricola. La prima è il furto di valore aggiunto ai danni delle nostre imprese. Se i prezzi all’origine sono bassi la colpa non è della crisi internazionale, come qualcuno vorrebbe farci credere, bensì delle distorsioni presenti all’interno della filiera che si avvantaggiano dello scarso potere contrattuale della parte agricola senza che a beneficiarne siano i consumatori. La seconda anomalia consiste anch’essa in un furto, ma stavolta di identità. Sino a quando non ci sarà una chiara identificazione del prodotto attraverso l’etichettatura obbligatoria dell’origine sarà possibile continuare a utilizzare immagini, loghi, slogan che richiamano il made in Italy senza che nel prodotto stesso ci sia un grammo di prodotto italiano e senza che le imprese agricole italiane vedano premiato il proprio lavoro. “Coldiretti – ha affermato Gargano – ha per il Paese un’idea di sviluppo vera e moderna, e per portare avanti il suo progetto ha fatto scelte politiche ed economiche coraggiose e coerenti. Abbiamo in progetto un modello di sviluppo possibile che vede come primo attore il territorio attraverso tutte le sue espressioni; dalla vendita diretta che rappresenta il primo contatto con il consumatore, lo sportello di opinione e di confronto diretto, all’UNCI, un sistema nuovo e moderno di fare cooperazione ricordando sempre che prima della cooperativa c’è il socio cooperatore, a Consorzi Agrari d’Italia, primo soggetto per le grandi produzioni in grado di confrontarsi alla pari con la grande distribuzione organizzata e con l’industria. Un progetto che coinvolge tutti i soggetti, un’occasione da non perdere a cui ciascuno deve portare il proprio contributo in termini di idee e proposte concrete”.Un messaggio forte che è stato accolto e condiviso da tutta la sala , insomma una giornata importante, per Coldiretti Viterbo, la più grande organizzazione del panorama provinciale.

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