COLDIRETTI LATINA: IL PREZZO “SPOT” PER IL LATTE VOLA A 52,58 CENT/L, MA LE IMPRESE PONTINE E LAZIALI ARRANCANO SEMPRE DI PIU’
28 settembre 2013

COLDIRETTI LATINA: IL PREZZO “SPOT” PER IL LATTE VOLA A 52,58 CENT/L, MA LE IMPRESE PONTINE E LAZIALI ARRANCANO SEMPRE DI PIU’

Il prezzo “spot” del latte vola alle stelle sul mercato e tocca il record storico di 52,58 cent/litro, ma le imprese pontine e laziali arrancano per far fronte ai costi di produzione divenuti insostenibili. Una situazione paradossale, ma che ha una precisa spiegazione, come sottolineano il presidente e il direttore di Coldiretti Latina Carlo Crocetti e Saverio Viola: “Parliamo del prezzo di latte spot, quello cioè non ricompreso nei contratti di fornitura: ma si tratta di un termometro che offre il polso di quelle che potrebbero essere, per le imprese agricole locali, le giuste aspettative dai mercati”.

L’andamento delle quotazioni sta dunque garantendo ampie rendite alle industrie di trasformazione ma nel frattempo durante assemblee e riunioni che Coldiretti sta tenendo in tutto il territorio provinciale, serpeggia, sempre più evidente, il grande malessere degli allevatori pontini. “Già è proprio così, purtroppo - spiega Viola – Per fare il punto della situazione abbiamo programmato una assemblea lunedì prossimo, 30 settembre 2013, alle ore 20.30, presso i locali dell’Alan Farm a Pontinia. Obiettivo della riunione analizzare l’impatto di questo prezzo spot e le ricadute nel tessuto della nostra realtà dove purtroppo si continua ad essere penalizzati per le retribuzioni di alcuni gruppi industriali che sembra non intendano tener conto dei mutamenti del mercato”.
Dunque mentre la corsa del prezzo del latte non si ferma con l’incremento pari al 2% rispetto alla settimana scorsa e del 25,5% rispetto allo scorso anno, nell’ultima quotazione “spot” settimanale alla borsa di Verona (che è insieme a quella di Lodi il punto di riferimento nazionale), a Latina e anche nelle altre provincie del Lazio, si continua a far finta di nulla. “Anche per questo Coldiretti, a livello regionale, ormai da circa un mese, ha chiesto la convocazione del tavolo interprofessionale che però, almeno sino ad oggi non è stato convocato – aggiunge il direttore di Coldiretti Latina, Saverio Viola. A crescere su valori massimi sono stati anche i prezzi del latte pastorizzato importato con quello in arrivo dalla Germania che ha toccato il record di 53,61 centesimi al litro. Per Coldiretti “è necessario discutere su basi oggettive e riaprire al più presto la trattativa: per molti allevatori, le condizioni di operatività sono divenute insostenibili: a ciò va aggiunto il particolare valore qualitativo, più volte riconosciuto, del latte munto nel nostro comprensorio, dov’è un importante punto distintivo per l’intero settore primario – aggiunge Carlo Crocetti.

L’andamento crescente delle quotazioni è stato determinato a livello internazionale dalla scarsità dell’offerta nei principali Paesi produttori che ha condizionato le importazioni in Italia dove peraltro è in calo il latte raccolto. Non si è mai verificata una forbice tanto alta e per un periodo così lungo tra il prezzo spot e quello dei contratti. Un guadagno ingiustificato per l’industria a danno degli allevatori che sono costretti ad affrontare un aumento stellare dei costi energetici e dell’alimentazione del bestiame che ha fatto chiudere le stalle: il prezzo fissato dall’accordo va dunque assolutamente al più presto adeguato al rialzo.

I NUMERI
Dall’inizio della crisi nel 2007 ad oggi hanno chiuso in Italia oltre il 15 per cento degli allevamenti con la produzione di latte che nei circa 38mila  allevamenti rimasti nei primi sei mesi del 2013  si è ridotta in media di oltre il 3% rispetto allo scorso anno, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Agea, ma è possibile che il deficit possa ulteriormente aggravarsi. Il taglio della produzione è stato del 7,86% nel Lazio (del 2,45%, in Lombardia, 2,15% in Emilia Romagna, del 2,73% in Piemonte, del 5,86% in Friuli, del 4,70 in Veneto,del 5,40% in Puglia, del 4,89% in Campania e del -4,76% in Sardegna, con il record negativo fatto segnare nelle Marche (-10,32%). Nel Lazio le imprese attive nella produzione di latte contano su 87.300 capi in produzione. La produzione di latte vaccino laziale ammonta a circa 3.760.000 quintali. In provincia di Latina insistono 1.727 aziende con un numero di capi pari a 46.806

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