COLDIRETTI ROMA: DALL’UNIVERSITA’ DI BRACCIANO ASSORDANTE E INCOMPRENSIBILE SILENZIO, NECESSARIA LA TRASPARENZA.
15 maggio 2013

COLDIRETTI ROMA: DALL’UNIVERSITA’ DI BRACCIANO ASSORDANTE E INCOMPRENSIBILE SILENZIO, NECESSARIA LA TRASPARENZA.

 La Coldiretti di Roma, all’inizio del mese di aprile, dopo aver incontrato il presidente dell’Università Agraria di Bracciano, ha inviato una nota per specificare le richieste degli imprenditori agricoli emerse nel corso di diversi incontri assembleari. A tutt’oggi purtroppo con amarezza – commenta il presidente di Coldiretti Roma, David Granieri – dobbiamo registrare che, non solo non è stato convocato l’ulteriore incontro richiesto ed utile ad analizzare quanto da noi sottolineato nella lettera, ma neppure è giunta presso la nostra sede alcuna risposta. Crediamo, anche e soprattutto per una questione di rispetto per i titolari delle imprese che avevano fatto emergere le criticità, di meritare un’attenzione diversa e, inoltre, come organizzazione non possiamo certamente restare fermi. Per questo chiederemo alla Regione Lazio di valutare con attenzione quanto abbiamo fatto presente nella nostra articolata nota inviata e la convocazione di un incontro utile per verificare la fattibilità di quanto esposto. I soci hanno lamentato pubblicamente, durante diverse assemblee, che, a volte, i criteri utilizzati per assegnare i terreni penalizzano gli imprenditori agricoli. Al di là infatti della residenza che deve essere del comune di Bracciano, sembrerebbe che la figura dell’imprenditore agricolo, a prescindere dall’associazione alla quale fa riferimento, non venga adeguatamente tutelata così come, al contrario, è precisato nelle normative. “I nostri tecnici – ha aggiunto il direttore della Coldiretti di Roma, Aldo Mattia - inoltre, leggendo lo Statuto, hanno messo in risalto che oggi sembrerebbe disattesa anche la possibilità di costituire unità fondiarie”. Insomma il regolamento sembra sia carente e Coldiretti per gli imprenditori agricoli interessati, chiede trasparenza e intende far chiarezza anche perché sembra non sia data priorità ai titolari delle aziende. In merito alla durata dell’assegnazione – conclude Granieri – gli agricoltori sono limitati nella pianificazione colturale e produttiva aziendale e vedono preclusa la possibilità di percepire gli aiuti comunitari previsti nella programmazione di sviluppo rurale 2007-2013 della Regione Lazio. La situazione è insostenibile serve chiarezza e per questo l’organizzazione agricola ha già chiesto alla Regione di attivarsi.

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