“Nel suo comunicato odierno il presidente di Confcooperative agroalimentare e pesca Raffaele Drei parla dei massimi sistemi, ma non risponde su un punto: il conflitto di interessi in capo al commissario di Confcooperative nella Cun grano duro. Lo stesso che ha proposto di comprimere i prezzi più di quanto richiesto dalla parte industriale, un atteggiamento da compratore più che da venditore. Questo abbiamo scritto al Ministro Lollobrigida a tutela della trasparenza della formazione del prezzo indicativo nella Commissione grano duro”. Così Coldiretti Lazio in merito alle affermazioni del Presidente Drei di Confcooperative agroalimentare e pesca.
“Drei – prosegue Coldiretti Lazio - si è affannato a smentire le accuse, ahimè per lui documentabili dalle testimonianze dei commissari, dai verbali e dai resoconti della Cun, sul comportamento tenuto dal loro commissario che riteniamo sia in chiaro conflitto di interessi”.
Nel Lazio, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat 2025, sono quasi 40mila gli ettari coltivati a grano duro, a conferma del peso strategico della cerealicoltura regionale e della necessità di garantire regole chiare, trasparenza e corretta formazione del prezzo lungo tutta la filiera.
“Il Presidente di Confcooperative agroalimentare e pesca richiama i principi di funzionamento del mercato, che noi conosciamo bene e proprio per questo abbiamo voluto la Cun: per limitare le evidenti distorsioni e speculazioni che animano il funzionamento del mercato globale e per restituire valore a quella distintività a cui fa riferimento, in maniera purtroppo goffa ed evidentemente ipocrita, anche Drei. A cui ricordiamo che il merito della questione è proprio questo: come difendere il reddito agricolo, non solo dalle turbolenze dei mercati internazionali e dai comportamenti sleali di molti grandi player, ma anche da quelle realtà della rappresentanza – conclude Coldiretti Lazio – che cercano di difendere l’indifendibile e far rientrare l’opacità nella normalità”.