11 Febbraio 2019
Prezzo del latte, Coldiretti Viterbo: “Subito tavoli di concertazione e risposte dall’industria”

Anche nella Tuscia si respira un’aria di forte preoccupazione per l’andamento del prezzo del latte ovino che sta investendo tutto il settore a livello nazionale, così come più volte denunciato da Coldiretti in questi mesi. Nonostante l’anno passato abbia visto chiudere il prezzo a saldo in modo migliore rispetto alle premesse, si stanno verificando una serie di condizioni per le quali non è più possibile pensare di portare avanti un settore con così tante incertezze a livello remunerativo. Il latte ovino, infatti, vive da troppo tempo in modo incerto con prezzi al produttore incerti e altalenanti. Il settore, tra l’altro, è già falcidiato dal problema dei lupi e canidi che stanno decimando le greggi e dai costi di produzione delle materie prime sempre più elevati a causa di siccità, gelate e cinghiali che radono al suolo i raccolti. Commenta il presidente di Coldiretti Viterbo Mauro Pacifici: “Da pastore in primis e da presidente di Coldiretti poi, sono arrabbiato, indignato e preoccupato per l’andamento del settore ovi-caprino. Abbiamo risolto il problema dei pagamenti in annoso ritardo sul biologico e sul benessere animale, abbiamo fatto sbloccare i risarcimenti dei danni da ungulati selvatici, abbiamo fatto inserire in regione la ripartenza della misura del benessere animale ovi-caprino anche dal 2019, abbiamo fatto mettere a bilancio 300.000 euro per il piano lupo, ma questo non basta, perché non c’è cosa più frustrante per un imprenditore che non riuscire a vedere adeguatamente remunerato lo sforzo e il sacrificio messo in campo per ottenere un prodotto sano, buono e di alta qualità. Saremo a fianco dei nostri colleghi per trovare soluzioni veloci, valide e remunerative per i nostri pastori, così come fatto in passato per il latte bovino tramite l’etichettatura obbligatoria di provenienza della materia prima, perché l’industria deve dare risposte e deve darle subito, noi non vogliamo più che i nostri prodotti vengano declassati per far spazio all’ingresso di materie prime da fuori, di dubbia qualità e provenienza. Il settore ovi-caprino è un settore trainante e va difeso a trecentosessanta gradi. Non arretriamo di un millimetro.”

 

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