PRIMO “TAVOLO VERDE”: TESTO DEL DOCUMENTO PRESENTATO DA COLDIRETTI LAZIO ALL’ASSESSORATO AGRICOLTURA REGIONE LAZIO
14 giugno 2013

PRIMO “TAVOLO VERDE”: TESTO DEL DOCUMENTO PRESENTATO DA COLDIRETTI LAZIO ALL’ASSESSORATO AGRICOLTURA REGIONE LAZIO

Di seguito il testo del documento presentato giovedì 13 giugno da Coldiretti Lazio durante il primo “Tavolo Verde” riunitosi presso la Regione Lazio, sul futuro del settore agroalimentare e convocato dall’Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Sonia Ricci.
L’incontro, al quale hanno partecipato per Coldiretti Lazio, il Presidente David Granieri ed il Direttore Aldo Mattia,  è stata una prima occasione di conoscenza e confronto con le principali realtà operanti nel settore agricolo e agroalimentare del Lazio, per avviare la concertazione progettuale sul futuro del settore e sulle iniziative da intraprendere, con una particolare attenzione al tema della nuova Programmazione di Sviluppo Rurale 2014-2020, della semplificazione amministrativa, del rilancio dell’Arsial, dei Confidi agricoli, delle start up imprenditoriali e di settori delicati, quali il vitivinicolo, l’olivicolo e il zootecnico.

Premessa
Il “Tavolo verde”, al quale siedono i rappresentanti delle imprese agricole e delle cooperative che operano nel settore agricolo ed agroalimentare laziale si pone quale luogo privilegiato per alimentare il confronto e la concertazione progettuale con codesta Regione con l’obiettivo principale di discutere e trovare insieme le soluzioni alle principale questioni che riguardano il futuro dell’agricoltura e dell’agroalimentare regionale.
Sulla base di questa premessa appare fondamentale adottare un metodo di lavoro condiviso basato su pochi e chiari principi:
a)     Chiara, condivisa e concreta individuazione degli obiettivi verso cui indirizzare le scelte e le azioni di governo tralasciando fumose dichiarazioni di intenti.
b)     Indicazione, accanto a ciascun obiettivo, delle azioni necessarie per raggiungerlo e dei tempi di realizzazione.
c)      Delimitazione trasparente dei campi di responsabilità di tutti gli attori in campo: politica, forze sociali e di rappresentanza, burocrazia regionale. Frutto di questa delimitazione sarà l’integrazione tra i diversi ambiti di azione e l’eliminazione di ogni alibi legato al “non fare” e al “non fatto”.
d)     Flessibilità di azione ed intervento sapendo rimodulare con intelligenza e lungimiranza le strategie di azione coerentemente con obiettivi e tempi di realizzazione.

Principali temi
Pur condividendo nella sua globalità le linee programmatiche fissate dall’Assessorato Agricoltura in questo inizio di legislatura grazie al fatto che tutti i temi di importanza per il settore vi sono trattati, salta all’occhio non soltanto la mancanza di una concertazione nella loro stesura ma soprattutto non si evince la individuazione chiara e condivisa di obiettivi e priorità e dei relativi tempi di realizzazione fondamentali per dare risposte alle imprese e al loro quotidiano agire.     
 Soprattutto in tempi come quelli attuali di scarse risorse disponibili, di crisi economica e sociale avanzata con riflessi importanti sul piano della crescita e dell’occupazione è di straordinaria importanza stabilire PRIORITA’ di intervento e azioni e TEMPI CERTI di realizzazione.
Il presupposto fondamentale risiede nel fatto che mentre il paese scivola sempre di più verso una recessione di cui non si intravede l’inversione di tendenza l’agricoltura è il solo settore che, nel primo trimestre 2013, fa segnare un aumento del valore aggiunto sia in termini congiunturali (+4,7 per cento) che tendenziali (+0,1 per cento), accompagnato nello stesso periodo da un aumento delle assunzioni dello 0,7 per cento, in netta controtendenza con l’andamento recessivo del Pil e degli occupati dell’industria e dei servizi.
Ciò conferma  la validità e la modernità del modello di sviluppo agricolo Made in Italy che è fondato sul valorizzazione dell’identità, della qualità, delle specificità che consentono di affrontare e vincere la competizione internazionale. Si tratta di un modello che può rappresentare un riferimento anche per gli altri settori.

1.     Bilancio

In sede di assestamento di bilancio e successivamente in sede di bilancio di previsione occorre definire le priorità verso le quali indirizzare le poche risorse disponibili:

a)     Favorire la costituzione e sviluppo dei mercati degli agricoltori (farmer’s markets) rifinanziando adeguatamente la legge regionale n.28/08. Adeguate risorse a favore della predetta legge sono fondamentali anche per “orientare gli sforzi verso le filiere portanti del nostro agroalimentare”  e per quelle in crisi ( es. settore bufalino)e per sviluppare quell’aggregazione che i rafforzamento del ruolo delle organizzazioni dei produttori intende rafforzare.

b)     Rafforzare il ruolo dei Confidi agricoli nel favorire l’accesso al credito da parte delle imprese agricole in questo difficile momento di “credit crunch”. Si fa urgente la necessità di un Fondo specifico per l’agricoltura in grado sia di alimentare i fondi rischi sia di partecipazione al capitale dei Confidi stessi. 

c)      Le politiche di valorizzazione della qualità, della riconoscibilità dei prodotti laziali passa inevitabilmente per una azioni di educazione alimentare a partire dai più giovani. Per questo è fondamentale stanziare adeguate risorse per i programmi che già la Regione prevede in tal senso, primo fra tutti “ Sapere i Sapori”.

d)     Le emergenze fitosanitarie che possono colpire le produzioni importanti del Lazio come accaduto per il Kiwi vanno affrontate con adeguate azioni di prevenzione e con una adeguate risorse in caso del verificarsi degli eventi.

2.     Piano di sviluppo rurale

E’ fondamentale assicurare l’efficace ed efficiente completamento del PSR 2007-2014 garantendo le erogazioni ai beneficiari ammessi consolidando quanto fatto nel senso di favorire gli investimenti in innovazione, qualità e competitività fatti dalle imprese agricole negli ultimi anni.

Si fa altresì urgente redigere il PSR per il periodo 2014-2020 ella considerazione che si tratta dell’unico strumento, dotato di adeguate risorse, a disposizione del settore per intraprendere traiettorie di crescita e sviluppo.

3.     Semplificazione

L’ambiente giuridico – amministrativo all’interno del quale l’impresa agricola è chiamata ad operare passa per un opera di semplificazione centrata sul concetto di sussidiarietà. In tal senso occorre consolidare il rafforzamento delle funzioni attribuite ai Centri di Assistenza Agricola (CAA) come previsto dalla L.R. 13/2011 e dal successivo regolamento regionale n. 1 del 20 febbraio 2013.

In tal senso occorre capire come debbano convivere le scelte operate verso i CAA e la sorprendente e mai concertata D.G.R. n.82 del 29 aprile 2013 concernente la riorganizzazione degli Sportelli Agricoli di Zona.

4.     Latte Bovino

La scadenza il prossimo 31 luglio dell’accordo sul prezzo del latte vaccino firmato lo scorso 20 febbraio rende necessario riattivare con la massima urgenza le trattive  di cui la Regione si è fatta sempre promotrice e garante. E’ evidente che la crisi del settore zootecnico non dipende esclusivamente dal prezzo pagato agli allevatori e che per questo si condivide la necessità di avviare un piano straordinario in grado di incidere sui problemi strutturali e sui consumi.  

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