Vertenza Latte
26 luglio 2010

Vertenza Latte

Un blitz vero e proprio che ha riproposto alla mente le occupazioni e le proteste dinanzi gli stabilimenti che avvenivano spesso negli anni ’90. A far scattare l’eclatante protesta la Coldiretti che, dopo oltre due mesi di nulla di fatto dalla prima manifestazione per chiedere di rivedere il prezzo del latte ai produttori, ha deciso di usare la maniere meno diplomatiche per ottenere attenzioni. “Indubbiamente – ha commentato Gianni Lisi che insieme al presidente Loris Benacquista ha capitano il gruppo dei cento allevatori ciociari recatosi a Roma - non è nel nostro stile protestare in questa maniera ma la misura è colma ed abbiamo bisogno di risposte certe e soprattutto celeri”. Ma andiamo con ordine: dalla mezzanotte di giovedì i produttori con le proprie auto hanno raggiunto i cancelli dello stabilimento capitolino e si sono accomodati insieme ai colleghi della altre province, davanti gli ingressi della Centrale. Da quel momento, era da poco passata l’una di notte di oggi, non sono potuti né entrare né uscire mezzi della centrale e bilici di latte in arrivo chissà da dove. Dopo un estenuante trattativa – ha detto Lisi – siamo riusciti ad ottenere la convocazione del tavolo in Regione che dovrà chiudere questa vertenza. Infatti, poco dopo le 10 e 30 di questa mattina, dall’assessorato all’agricoltura, arrivava la convocazione delle parti, per martedì prossimo, con all’ordine del giorno la vertenza del prezzo. Non sono mancati attimi di tensione durante la notte con chi voleva entrare e quanti volevano immettere il prodotto nel circuito della Capitale ma grazie al senso di responsabilità dei produttori, e al discreto ma sempre presente controllo delle forze dell’ordine, tutto è andato per il meglio. “Ringraziamo le forze di pubblica sicurezza – ha detto ancora Lisi – per il supporto e l’attenzione che hanno garantito. Siamo pronti a chiudere la vertenza ma a questo punto i responsabili della Centrale devono rivedere la propria offerta ferma a poco più di 37 centesimi per litro. I nostri soci hanno abbandonato le stalle e le aziende insieme alle proprie famiglie; sono scesi in strada e sono pronti a rifarlo ma è giunto il momento di non deludere le nostre e le loro attese. La pazienza ha un limite – sbotta Lisi - e la nostra si sta esaurendo. Ognuno faccia la sua parte, così come hanno garantito sia il presidente della Regione Lazio, Polverini, che l’assessore all’agricoltura, Birindelli ed il sindaco  di Roma, Alemanno. La dignità degli allevatori non va ulteriormente mortificata è impossibile andare avanti con poco di più di 35 centesimi per litro conferito, noi abbiamo chiesto 40 o 39 centesimi, mediare si può e si deve ma non è possibile andare ancora oltre. Martedì prossimo si deve chiudere questa querelle per il bene di tutti consumatori compresi che non possono non sapere da dove arriva il prodotto che ogni giorno consumano. Subito dopo si dovranno attivare i percorsi sulla rintracciabilità, la sicurezza alimentare e la produzione a km0 che la nostra organizzazione ha proposto da mesi in Regione”.

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