VITERBO
8 settembre 2017

VITERBO

“Prima gli indennizzi per risarcire i danni delle gelate di aprile, ora quelli per i danni da fauna selvatica. Una boccata d’ossigeno per le aziende agricole, arrivata anche a seguito della nostra mobilitazione sindacale che, è doveroso ricordarlo, ha trovato la immediata disponibilità dell’assessore regionale all’agricoltura, Carlo Hausmann”. Così Mauro Pacifici, presidente della Coldiretti di Viterbo, commenta lo sblocco delle somme stanziate per ristorare gli agricoltori delle perdite provocate dai cinghiali e dai lupi. “Si tratta – aggiunge Pacifici – dei 250.000 euro appostati in bilancio per l’annualità 2015, quando le domande di risarcimento furono, in entrambi gli Atc viterbesi, 162 per i danni alle coltivazioni e altre 24 per la perdita di capi di bestiame sgozzati dai branchi di lupi”. La somma era stata girata dalla Regione alla Provincia che però, non avendo più le deleghe e nemmeno il personale, non ha potuto istruire le pratiche. L’assessorato regionale, rientrato in possesso della somma, ha incaricato l’Area decentrata agricoltura di Viterbo di completare le verifiche di rito. Una volta espletati gli accertamenti a campione sulla regolarità delle richieste di risarcimento relative al 2015, entrambi gli Atc (Ambiti territoriali di caccia) potranno, finalmente, accreditare le somme alle aziende. “L’Area decentrata di Viterbo – commenta il direttore provinciale della Coldiretti, Alberto Frau – ha assegnato priorità assoluta alle procedure di rimborso, per cui prevediamo che la liquidazione degli indennizzi avverrà in tempi brevi”. Restano ancora da evadere le domande di risarcimento presentate nel 2014, in tutto 195. “Quelle in dirittura d’arrivo sono risorse preziose per le aziende, soprattutto adesso che cominciamo a tirare le somme delle gravi perdite causate dalla siccità. Il bilancio sarà drammatico, perché la mancanza di piogge e il caldo record – conclude Frau – hanno danneggiato tutte le filiere agricole. Lo stress del bestiame ha causato il crollo della produzione di latte. Il quadro complessivo del disastro lo avremo solo quando sarà conclusa la raccolta di uva, nocciole e olive”.

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